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WEEKLY STUFF

 

Nell’accezione di arte pubblica come esperimento socio-antropologico, la necessità di coinvolgere i fruitori nella creazione e nella sua cura ha portato all’idea di affidare agli stessi la materia prima dell’opera e delegare loro la costruzione dell’impianto spazio temporale che supporta l’intero progetto formale e figurativo, nonché la sua implementazione o il suo eventuale azzeramento. 
Il concept che sta alla base dell' intervento ribalta l'idea dell'hortus conclusus e affronta dal punto di vista formale e sostanziale alcune antinomie che attraversano il nostro vivere quotidiano:reale vs virtuale.
Tutto il sistema di comunicazione e di trasferimento dati appartiene ad una categoria virtuale mentre gli interventi che vengono proposti agli abitanti del complesso Casanova, saranno tutt'altro che nominali.
Lo scopo principale è quello di creare da una eventual community una vera comunità di cittadini che intorno a pochi ma significativi interventi di ordine estetico e pratico, condividono le loro scelte etiche e sociali.
La parola parco suggerita dal titolo del concorso ha evocato materia vegetale viva e mutevole di facile gestione e trasportabilità: i bulbi.
L’azione prende il via con la consegna delle scatole biodegradabili contenenti bulbi dormienti con le relative istruzioni e “impone” la loro messa a dimora nello spazio pubblico predisposto allo scopo e teatro delle trasformazioni reali delle piante, monitorate da sensori di umidità e temperatura che generano degli alert personalizzati per i singoli utenti. 
La visualizzazione nel web fotografa graficamente la situazione dei bulbi nei vari periodi dell’anno secondo uno schema statistico del loro ciclo vitale.
Questo stato ideale è rilanciato nello spazio reale accendendo sulla collina artificiale, una striscia di led con le identiche cromie e significati che si ritrovano nel web.
La ricomposizione di cui parlavamo avviene in questo interlock tra virtuale e reale, tra  rappresentato e percepito, tra vissuto in prima persona e condiviso. 
Il sito avrà una parte privata per gli affidatari del bulbo nella quale l'utente potrà monitorare  la propria pianta (temperatura, luce, acidità del terreno) in relazione a parametri ottimali e avrà a disposizione una bacheca per avvisi ed annunci : car sharing, asili domestici, g.a.s. ecc. 
La parte pubblica riporterà  feeds dell'amministrazione, culturali, sociali, ecc.
Un'applicazione mobile in formato wp touch riprodurrà il sito web.
La scelta di randomizzare l'affidamento dei bulbi tra più di 900 abitazioni, destinando ad ogni tipo di bulbi, gruppi non omogenei di abitanti, porterà gli stessi ad operare in sinergia nello stesso luogo e tempo, creando delle micro-comunità.
Il vero compimento del progetto non sta nella cura delle piante, né nell'intervento di arredo urbano, ma nel fatto che più di mille utenti siano informati di quello che accade al vicino, informati non osservati, e che da questa condivisione, il cloud sharing, un giorno possa venire una gentilezza, un cenno di ulteriore civiltà in questo territorio in un modo unico ed irripetibile.
Lo spazio progettato è estremamente flessibile, adatto ad usi collettivi diversificati dal mercatino del baratto, allo yoga estivo, ad eventuali allestimenti temporanei di altre opere d'arte contemporanea.
 
COLLABORATORI: Sara Anselmi, Annunziata de Comite, Cuahutemoc Giancaterino,Manuel Francisco Moreno Mellado, Christian Posani.

2011

Bulbs & Bulbs

Parco d’arte nel quartiere Casanova


Category: LANDSCAPE

Tags: \2011 \concorso \cultura contemporanea \idea \parco