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WEEKLY STUFF

 

Ecopixelpark è l'introduzione di un principio organico in grado di impossessarsi progressivamente dello spazio.
Il pixel, tessera di mosaico, unità di informazione, componente di immagine, si organizza in mappe complesse che a seconda della funzione, vengono trattate con livelli e superfici diverse, adattandosi allo spazio da campire fino a bonificarne anche gli interstizi. Un ordine dinamico che abbina alla geometria del disegno la naturalezza del processo stesso, destinato a durare e a rigenerarsi per gemmazione all’infinito. 
Legato all’estetica dell’oggi, è chiamato ad assolvere il ruolo di scrittura ordinata che vicerversa il contesto urbano non ha, ribaltando di fatto la gerarchia insediativa. 
 
Il carattere progettuale dello spazio pubblico risponde a due esigenze fisico-spaziali della realtà urbana e territoriale di Ponterio: da un lato l’identità del territorio e l’intenzione di attivare legami percettivi che ne arricchiscano le trame paesaggistiche, dall'altro la riorganizzazione e risemantizzazione del luogo. 
Il sistema di spazi pubblici si configura come una risposta sia di tipo identitario, comportandosi come un primo forte segno di riconfigurazione simbolica che attiva un dialogo territoriale tra gli spazi di alto pregio delle strutture urbane di Todi ai nuovi spazi urbani lungo il corso del fiume Tevere, sia di tipo funzionale, attraverso la riorganizzazione degli spazi ordinandone le caratteristiche. 
L’argine diverrà il fondale di tutto il sistema urbano pedonale e rischierebbe, se non opportunamente modellato, di divenire elemento inibitore della fruizione di tutta l’area parco verso il Tevere. La soluzione per mitigare questa prospettiva è stata quella di mediare l’altezza di 3 metri con una serie di controllati smottamenti che trasformassero la staticità dell’opera idraulica in elemento partecipe e generatore di opportunità progettuali e funzionali. E’ infatti qui che è stata posizionata l’area centrale del nuovo insediamento, quella destinata allo spazio per spettacoli all’aperto, testata polifunzionale del sistema piazza – viale pedonale, ove sono state ubicate tre aree tematiche dedicate ad utenze diverse, ma complementari come bambini e anziani. Il cuore di questo sistema di spazi è costituito dalle due platee ricavate dalla modellazione dell’argine che puntano l’attenzione su uno stage realizzato in materiali preziosi. All’intorno altre aree tematiche saranno dedicate a giardini e parco giochi. Tutti gli spazi saranno dotati di illuminazione pubblica e arredo e all’occorrenza questo sistema potrà essere utilizzato come unica grande area per eventi eccezionali: mercati periodici, concerti e manifestazioni culturali. 
Sfruttando l’opportunità del dislivello come occasione progettuale, si è pensato ad una passerella in acciaio corten dall’andamento zoomorfo che reggesse il confronto di scala sia con l’argine che con il restaurato ponte di ferro, e che continuasse a sviluppare in alzato il tema del pixel. La struttura è costituita da un sistema di vertebre di dimensione variabile che ritagliano uno spazio tridimensionale in grado di mediare ancora la dimensione del chiuso, del protetto, dello schermato con quella del vuoto. Tale struttura sviluppa una pendenza del 6.5% distribuita su una lunghezza di 70 metri, fino a raggiungere l’area ripariale. E’ questo lo sbarco del vero e proprio parco dove il fruitore, oltre al semplice riposo, potrà trovare percorsi didattici ritagliati tra frutteti storici o imbattersi in un sistema di orti sociali coltivati dai cittadini. Ovviamente avvicinandosi al Tevere il disegno cede il posto alla naturalezza delle essenze, con qualche corridoio percettivo ricavato dalla rimozione di piante non autoctone.
 
COLLABORATORI: Sara Anselmi, Annunziata De Comite, Francesco Terzuoli, Irene Monciatti, Andrea Mezzedimi, Simone Stanghellini

2007

ecopixelpark

parco fluviale sul Tevere


Category: LANDSCAPE

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