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WEEKLY STUFF

 

Si rafforza il carattere urbano dei percorsi e delle soste capaci di raccordare con continuità gli episodi successivi, individuando sistematiche fughe prospettiche che concorrono alla possibilità di tenere percettivamente e funzionalmente legati i punti focali dell'insieme.
Il Graduate College Santa Chiara, un complesso universitario di circa 5000 mq, destinato a residenza per studenti laureati con aule, mensa, biblioteca, camere e piccolo auditorium ricavato all’interno dell’ex convento di clausura delle clarisse, si presenta come una piccola città dal forte senso urbano, quasi a vocazione autosufficiente.
Posto in zona centralissima rispetto al tessuto urbano, tangente alla due-trecentesca Basilica di Santa Maria dei Servi e all'intervento contemporaneo dell'arch. Michelucci per il museo della Contrada di Valdimontone, il Graduate College Santa Chiara costituisce l’affinamento del metodo operativo che dal rilievo critico intuitivo alla poetica delle scelte formali, evidenzia come prioritario lo scardinamento dell’equilibrio esistente a vantaggio dell’inserimento di un nuovo principio ordinatore, non per questo necessariamente in contraddizione con il patrimonio geometrico-concettuale ereditato.
Il manufatto architettonico, che si presentava aggregato confusamente come un labirintico portato di esperienze progettuali che specialmente nell’ultimo secolo avevano di volta in volta aggiornato le esigenze dell’ordine monastico con nuove espansioni, ma che manteneva il particolare aspetto a “cittadella” che la cinta muraria necessaria all'ordine conferiva, è stato inteso non come tema di mera conservazione o come oggetto su cui imporre gli asettici linguaggi universali dell'architettura contemporanea, bensì come materia da trasformare con coscienza selettiva.
E allora alcune chiare scelte progettuali, come lo spostamento del vano scala principale e la collocazione del parallelepipedo del nuovo auditorium, dal rivestimento in travertino e copertura in fogli di acciaio cor-ten, determinano lo slittamento della pianta e la genesi dei nuovi percorsi e delle piazze interne.
Ri-modellazione o meglio architettura introversa, tutta rivolta all’interno senza la possibilità di sviluppare la dimensione del prospetto, con una sorta di incomunicabilità, risolta cambiando i rapporti di scala e impostando una sorta di urbanistica per interni.
L'atrio di ingresso coperto dal lucernario, strade interne ed esterne che tagliano longitudinalmente l'intero impianto abbracciando il corpo centrale delle aule e del refettorio, rampe inclinate che collegano spazi aperti e orti, gradonate, spazi di sosta che si aprono sul paesaggio e la città e piccole piazze: una città con un organico tessuto urbano e alcune emergenze architettoniche come l'auditorium e la biblioteca.
Del resto la continua manipolazione della materia architettonica nel corso dei secoli incoraggia ed autorizza a continuare l’elaborazione, a perpetrare la sedimentazione, a non negare la matrice contemporanea dell'idea progettuale.
 
COLLABORATORI: Tiziana Capitani, Giordano Verardo

2002

Graduate College Santa Chiara

piccola città

fotografie Paola De Pietri



Category: REGENERATIONS

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