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WEEKLY STUFF

 

Un exhibit design funzionale al presente ma disponibile a modellarsi per il futuro, a ricrearsi in altri luoghi, a moltiplicarsi o ridursi nello spazio: non un allestimento effimero, ma un'architettura mutevole, alla ricerca di una persistenza progettata, voluta e comunicata, per consacrare una continuità, una stabilità, un riferimento, finora propria più del fare architettura che dell'allestire.
La temporaneità delle mostre-evento, ha spesso portato a concepire allestimenti che influenzati dal loro essere precari e provvisori, di conoscere già il proprio inizio e la propria fine, assecondavano una logica scenografica e mediatica vittima del fugace apparire.
La possibilità del riutilizzo, totale o parziale, degli elementi,modularità, componibilità, versatilità nell'accogliere diverse tipologie di opere, adattabilità e contaminazione, ma non ingerenza nello spazio, facilità di montaggio e smontaggio, qualità e durabilità dei materiali impiegati: questo il concept progettuale.
Il prezioso nastro che avvolge il corpo centrale della sala del Museo Civico di Montepulciano e si modella nelle stanze del Santa Maria della Scala a Siena, inteso come sommatoria di vettori indipendenti in grado però di ricreare l'unicum avviluppandosi, può essere riposizionato e rimontato in pochi elementi o, risolvendo l'eccezione dell'angolo, in continuità per uno sviluppo di circa 45 metri.
In elegante colore nero con finitura laccata, tagliato all'altezza ottimale per l'osservazione delle opere, accoglie i preziosi quadri in una vetrina a sezione leggermente inclinata, allagata dalla luce di led dimmerabili a luce fredda, in un fondo in impiallacciato wengé che ne esalta i colori e le sfumature, e protetta da vetri extrachiari tagliati non sulle particolari dimensioni delle opere, ma per creare un unico compositivo. Freddi lightboxes supportano i testi dell'apparato critico mentre anche i dettagli dell'aggancio dei quadri e delle didascalie sono concepiti per evitare ogni manipolazione del supporto.
I tavoli, strutturalmente autoportanti, singolarmente autonomi per cablaggio, apparato didascalico e sistema di condizionamento passivo, agili nella semplicità di montaggio e di spostamento, ribadiscono la loro duttilità e vengono composti ora in una lunga stecca di quattro elementi, ora accoppiati, oppure singolarmente. Danno continuità espositiva, individuano il percorso, ma permettono altresì al visitatore un movimento di pause e accelerazioni, consentendogli di diventare la misura dello spazio.
Anche le grandi teche, analoghe ai tavoli per proporzioni e materiali, si compongono  singolarmente o affiancate, ma rimangono elementi modulari in grado di essere ricomposti a seconda delle varie esigenze, potendo riunirsi a creare un lungo prospetto espositivo di unitario disegno.
 
COLLABORATORI:  Andrea Mezzedimi, Davide Monciatti, Simone Stanghellini

2010

tetris

siena bibliofila + macchiaioli a montepulciano + insieme sotto il tricolore

fotografie Paola De Pietri



Category: EXHIBIT DESIGN

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