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WEEKLY STUFF

 

Un'incessante alternanza di superfici opache e metalliche compongono una geometria a matrice ideativa triangolare, rintracciabile planimetricamente, mossa dall’immagine di un elettroencefalogramma che per frammenti si snoda attraverso i vari ambienti e livelli del museo.
Approfittando dell’andamento spigoloso a cuspidi, si sono potuti escogitare dispositivi in grado di trattenere il visitatore in un’atmosfera tagliente ma al tempo stesso rallentata e accogliente che gli consentisse di assorbire le informazioni visive e descrittive del tratto di mostra che stava visitando. Sezionando la linea continua del diagramma per creare dei varchi funzionali alla narrazione, si è esibita la materia riflettente interna alla sezione dell’espositore, permettendo un’interazione del visitatore con l’allestimento che nell’andamento del percorso vede la propria immagine rappresentata. Fantasma interiore, coscienza nascosta che riaffiora inaspettata.
Optando per la tendenza disciplinare dell'impiego di materiali impropri, largo impiego è stato fatto della lamiera stirata in alluminio, ampiamente utilizzata nell’edilizia, che ha permesso di contenere i costi, di facilitare l’installazione delle opere, di ottimizzare la climatizzazione, ma soprattutto di evocare l’idea del reticolo, della gabbia, della texture ossessiva che ben sintetizza l’atmosfera manicomiale permettendo anche particolari giochi di luce.
L’effetto finale è quello di un’alternanza tra superfici opache e metalliche composte in una geometria tagliente a base triangolare dove oltre a molti capolavori è possibile incontrare gli autori imprigionati in freddi light box.
 
COLLABORATORI: Annunziata De Comite, Francesco Terzuoli

2009

arte, genio, follia

Il giorno e la notte dell'artista

fotografie Paola De Pietri



Category: EXHIBIT DESIGN

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