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WEEKLY STUFF

 

Un'architettura contemporanea fatta di percorsi, organizzati con soste e ripartenze che creano delle aspettative, permettono una scelta, proponendo grazie a viste e controviste una sorta di continuum percettivo capace di relazionarsi con la straordinaria collezione di arte contemporanea.
Il progetto denota la volontà di assurgere ad impianto urbano, con la piazza interna che diventa estensione di quella esterna, luogo di un recupero funzionale e concettuale, occasione anch'esso, come una vera piazza, di incontri, eventi e scambi, in questo caso di carattere essenzialmente culturale; una sorta di sospensione e di intervallo tra la dimensione pubblica e quella più propriamente privata.
Questo grande spazio interno ha i caratteri formali di una vera e propria piazza, con la presenza di elementi architettonici come la torre e la parete grigia che vi si affacciano come veri e propri prospetti e ne determinano i margini.
La torre, infatti, costituisce un'architettura autonoma, mentre la parete curvilinea, che taglia longitudinalmente tutta la casa, rappresenta una sorta di metafora delle mura di una ipotetica cittadella con tanto di antiporto e porta in bronzo.
Il recupero della torre ha inteso liberarla non come superficie e neanche come scultura monolite, bensì come una vera architettura nell’architettura, un'architettura di pietra, un luogo al tempo stesso autonomo e parte del tutto, capace anche di riallacciare relazioni percettive con la torre posta esternamente sull'altro lato della piazza Postierla.
Internamente la torre torna al proprio concetto militare di avvistamento e difesa (in questo caso del pensiero) ed il ripristino viene risolto con quella che può essere definita una estetica francescana ma anche una sorta di petite maison preziosa ed appartata per il tempo libero.
Il sistema dei percorsi si articola sui ritmi e con le cadenze dei percorsi urbani e come essi ospitano una serie di funzioni capace di relazionare le varie parti dell'impianto. Si struttura, così, la promenade a rampe che sbocca nello spazio giorno e che si raccorda col percorso sospeso, quasi una carpenteria parassitaria della torre, che penetra dentro di essa.
A far da contrappunto alla torre, l'altra architettura, l’architettura di acciaio della cucina, anch'essa da considerarsi sia luogo definito sia come ingranaggio. Nasce da una ricerca di ordine funzionale paragonabile ad una sorta di existenz minimum: economicità dei movimenti, sfruttamento dello spazio, durevolezza dei materiali; e rappresenta un passaggio di scala dal tanto grande del tutto al tanto piccolo dello specifico, un approfondimento estremo capace di rispondere alle sollecitazioni di un uso a ciclo serrato.
 
 

1997

Promenade architecturale

architettura e arte contemporanea

fotografie Paola De Pietri



Category: PRIVATE HOUSE

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