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Una nuova torre per San Gimignano, una torre orizzontale, landmark non conflittuale, discreto, ma deciso. Torre sdraiata, nuova icona nel paesaggio, muta verso la città, tessitura tradizionale per un ribaltamento concettuale: torre verticale simbolo di potenza e di controllo, torre orizzontale luogo di accoglienza e medicina.
Assumendo come vincolo ineludibile quello della funzionalità e dell'andamento morfologico del terreno dai salti di quota repentini, si è proceduto alla significativa demolizione di gran parte degli ampliamenti realizzati negli anni '50, cercando di recuperare la sagoma originale dell'impianto.
La parte monumentale poi è stata interamente sottratta a quella operativa e resa fruibile a fini espositivi con tre ordini di interesse: museo di se stessa, museo della Spezieria, che intenderemmo traslocare qui, e spazi per la cultura e l'arte contemporanea, clonando in piccolo una vocazione che pervade già tutta la città.
Nell'intera organizzazione funzionale hanno rivestito un ruolo predominante il sistema di nuovi accessi alla struttura, pedonali e carrabili tendenti a decongestionare la via Folgore e a separare le eventuali sovrapposizioni. 
Una volta demolito il prospetto sud, prima ancora di valutare le scelte progettuali della parte nuova, si è deciso di ripristinare su tale facciata l'immagine coerente, dell'edificio nel suo stato precedente all'ampliamento.
Il nuovo edificio che ospiterà il Centro Residenziale di Riabilitazione, si compone di due blocchi su due livellii. La parte bassa dell'edificio è  parzialmente contro terra  ad una quota tale da permettere al suo piano superiore di essere in continuità col piano terra del fabbricato esistente. I blocchi si organizzano intorno a due corti, principio compositivo tradizionale su cui si fonda anche l'impianto esistente. 
Sopra questi due elementi si imposta il livello della mensa e il soggiorno del reparto riabilitativo connesso a quello delle camere che nell'articolazione volumetrica generano le corti su cui esse si affacciano e introduce il vero elemento caratterizzante del progetto: il lungo elemento a ponte orizzontale di 70 metri che sfruttando come basamento i livelli inferiori delle corti, chiude l'intervento in unico gesto architettonico sintetico e simbolico.  Anche la copertura è rivestita dalla stessa pietra, intagliata da un lungo e sottile lucernaio, il solo elemento trasparente visibile dal centro cittadino e che nella notte  ricorda la lunghezza della torre. Verso la corte invece la poetica della massa si svuota nella teoria degli infissi delle vetrate degli ambienti.
 
COLLABORATORI: Annunziata de Comite, Davide Monciatti, Antonello De Bonis, Cuahutemoc Giancaterino

2010

Hor.To

Horizontal Tower: ampliamento dell'ospedale di Santa Fina


Category: REGENERATIONS

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