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L'ex elaiopolio Tuderte, con i suoi circa 5000 mc di laterizio affacciato sulle mura urbiche della circonvallazione orvietana, faceva parte di un sistema complesso di attività produttive legate al vicino consorzio agrario. Oggi queste attività sono state trasferite, i prospetti resi muti dall'assenza, le strutture usate da deposito. Da qui la possibilità di sostituirlo a parità di superficie e di volume con uno nuovo che, vista la specifica ubicazione, costituisce una reale chance per un esercizio non teorico di architettura contemporanea. Quello che si intende proporre ha infatti l'ambizione di intervenire in quel dibattito spesso controverso circa la possibilità per l'architettura contemporanea di essere utilizzata nei siti di particolare pregio storico-ambientale.

Quest'area anticipa sul crinale il tessuto residenziale fitto di palazzine, cerca il confronto con il tessuto storico e le mura, mentre sul versante a valle trattiene il respiro verso il paesaggio a quella quota miracolosamente illeso. Un'area libera, che per certi versi potrebbe anche essere definita solitaria.

Proprio questa duplice veste, apparentemente contraddittoria, di contesto e di isolamento rende speciale ed unico per Todi questo luogo. 

Per potenziare i caratteri di complessità descritti, è stata ideata una composizione che rinunciasse al volume unico meramente sostitutivo del precedente, per stabilire un più proporzionato e dinamico rapporto delle relazioni

Si è tracciato un basamento dalla forma pura rivestito in basalto, che trasferisse alla quota che non dialoga con le mura la sensazione dell'appartenenza al luogo che il rivestimento lapideo conferisce alla tradizione costruttiva umbra.

Aggettanti sul basamento e slittati rispetto al margine stradale, si impostano due volumi dimensionalmente equivalenti, totalmente diversi per giacitura e trattamento epidermico. A ricucire i quattro elementi, la promenade del vano scala, intaglio di leggerezza tra la concretezza dei blocchi. 

Una composizione affrontata sui quattro prospetti, ciascuno con uno specifico ruolo e carattere che negano il concetto di spartito per esaltare quello di tridimensionalità al limite del plasticismo formale.

Affrontati dalla quota della circonvallazione i due volumi, sia pure coerentemente diversi, ci appaiono fusi in un'unica lettura prospettica. L'effetto è dato dallo stesso approccio concettuale delle due L rovesce e specchiate che incorniciano le parti vetrate. I due volumi parallelepipedi a questo livello sono scavati dalle vetrate impostate sulle nette linee geometriche della piccola piazza sospesa.

Il tracciato pedonale sul fronte dell'edificio viene risucchiato lontano dalla strada, si trasforma in piazza e ridiventa vettore nel tratto finale, riproiettando il percorso verso la porta Romana e instaurando un dialogo formale con lo spazio antistante le mura.

Il volume di sinistra verrà rivestito con una maglia microforata materiale che permette di valorizzare sia l'aspetto diurno quanto quello notturno.

L'altro volume, destinato ad uffici e direzionale in genere, sarà trattato con l'intonaco.

COLLABORATORI: Nunzia de Comite, Francesco Terzuoli, Andrea Mezzedimi.

2009

ex elaiopolio tuderte

Architettura delle relazioni

fotografie Paola De Pietri



Category: NEW ARCHITECTURE

Tags: \2009 \alluminio \centro commerciale \completed \pietra \rete-stirata \Todi